Villa Soli
Casinalbo-Modena, Italy 2018-2019
L'intervento di restauro conservativo dell'immobile situato a Casinalbo, in provincia di Modena, risalente al 1910, si è concentrato su una ristrutturazione capace di preservare e valorizzare l'essenza storica dell'edificio, conferendogli al contempo una nuova contemporaneità. La costruzione, risalente ai primi del '900, rappresentava un esempio di maestria costruttiva e di gusto architettonico eclettico di fine Ottocento, caratterizzata dal rigore compositivo dei volumi e della pianta, che si combinava con la ricchezza espressiva delle superfici interne decorate e dei serramenti in legno, i quali completavano lo spazio con la loro dosata plasticità materica.
Il progetto di restauro ha mirato a recuperare l’autenticità originale dell’edificio, occultata nel tempo da strati e interventi successivi che avevano celato la purezza del gesto architettonico iniziale. La rimozione di pavimenti in linoleum, moquette, impianti elettrici e di riscaldamento a vista, nonché di una patina scura che attenuava la luminosità degli interni, è stata condotta con un approccio di archeologia dell’architettura. Tale processo ha permesso di restituire alla luce gli spazi originari, eliminando i segni del tempo senza alterarne l’essenza.
Tuttavia, la sfida più impegnativa del restauro è stata rappresentata dall’integrazione delle necessità moderne, in particolare dal punto di vista impiantistico, senza compromettere l'armonia compositiva degli ambienti. Gli ingombranti impianti tecnologici, sebbene indispensabili, rischiavano di intaccare l'integrità estetica dell'edificio. La soluzione è stata quella di adottare un approccio discreto e innovativo, che ha visto l'utilizzo di sapienti artigiani per ripristinare i decori originali e realizzare nuovi infissi esterni, capaci di dialogare con l’architettura preesistente.
Il restauro è stato guidato dalla convinzione che l'architettura, come affermato da Le Corbusier, sia un fatto d'arte capace di suscitare emozione, e non solo un problema di costruzione. Il risultato è stato un edificio che, pur rispettando la sua storia, si presenta oggi come un'opera contemporanea, capace di commuovere e affascinare, rispondendo al contempo alle esigenze funzionali moderne senza sacrificare l’integrità estetica originaria.
Il progetto di restauro ha mirato a recuperare l’autenticità originale dell’edificio, occultata nel tempo da strati e interventi successivi che avevano celato la purezza del gesto architettonico iniziale. La rimozione di pavimenti in linoleum, moquette, impianti elettrici e di riscaldamento a vista, nonché di una patina scura che attenuava la luminosità degli interni, è stata condotta con un approccio di archeologia dell’architettura. Tale processo ha permesso di restituire alla luce gli spazi originari, eliminando i segni del tempo senza alterarne l’essenza.
Tuttavia, la sfida più impegnativa del restauro è stata rappresentata dall’integrazione delle necessità moderne, in particolare dal punto di vista impiantistico, senza compromettere l'armonia compositiva degli ambienti. Gli ingombranti impianti tecnologici, sebbene indispensabili, rischiavano di intaccare l'integrità estetica dell'edificio. La soluzione è stata quella di adottare un approccio discreto e innovativo, che ha visto l'utilizzo di sapienti artigiani per ripristinare i decori originali e realizzare nuovi infissi esterni, capaci di dialogare con l’architettura preesistente.
Il restauro è stato guidato dalla convinzione che l'architettura, come affermato da Le Corbusier, sia un fatto d'arte capace di suscitare emozione, e non solo un problema di costruzione. Il risultato è stato un edificio che, pur rispettando la sua storia, si presenta oggi come un'opera contemporanea, capace di commuovere e affascinare, rispondendo al contempo alle esigenze funzionali moderne senza sacrificare l’integrità estetica originaria.











































